Trasmissione telematica dei corrispettivi: ticket restaurant


L’Agenzia delle entrate con la risposta del 7 ottobre 2019, n. 394 chiarisce che gli importi dei tickets restaurant sono compresi nell’importo complessivo dei corrispettivi trasmessi telematicamente all’Agenzia, nonostante gli stessi debbano poi essere fatturati alla società emittente


 


Nella fattispecie esaminata dall’Amministrazione finanziaria, l’istante esercita attività di bar e pasticceria e, avendo conseguito nel 2018 ricavi superiori a 400.000, rientra nell’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi a partire dal 1° luglio 2019; a tal fine si è dotato di un registratore di cassa idoneo all’invio.
Nell’ambito della sua attività l’istante accetta tickets restaurant e vende biglietti ed abbonamenti degli autobus.
Ciò premesso, l’Amministrazione Finanziaria chiarisce che in base all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 i soggetti che effettuano le operazioni individuate nell’articolo 22 del d.P.R. n. 633 del 1972, fatta eccezione per le operazioni esonerate con il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 10 maggio 2019, – memorizzano elettronicamente e trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai propri corrispettivi giornalieri, mediante strumenti tecnologici che garantiscano l’inalterabilità e la sicurezza dei dati.
In attuazione di tale previsione, il direttore dell’Agenzia delle entrate ha definito le informazioni da trasmettere, le regole tecniche, gli strumenti tecnologici ed i termini per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri, nonché predisposte all’uopo apposite specifiche tecniche disponibili nell’apposita area tematica del sito internet dell’Agenzia delle entrate.
In particolare, dalle specifiche tecniche emerge come, similmente a quanto accade per i corrispettivi non riscossi, anche gli importi dei tickets restaurant sono compresi nell’importo complessivo dei corrispettivi trasmessi telematicamente all’Agenzia delle entrate, nonostante gli stessi debbano poi essere fatturati alla società emittente.
Ciò detto, nel confermare che è solo con il pagamento del controvalore dei tickets da parte della società emittente ovvero con l’emissione della fattura se antecedente il pagamento, che si realizza l’esigibilità dell’IVA e, ai fini delle imposte sul reddito, la rilevanza del ricavo. Tale principio sarà tenuto presente in caso di disallineamento tra i dati trasmessi telematicamente e l’imposta liquidata periodicamente.
Per quanto attiene alla rivendita dei biglietti ed abbonamenti degli autobus, nel presupposto che l’IVA è assolta a monte dal gestore del servizio di trasporto e che, ai fini delle imposte sul reddito, il corrispettivo del rivenditore è costituito dall’aggio, che deve essere separatamente documentato mediante emissione di fattura nei confronti del gestore del servizio, si conferma che l’istante non è tenuto ad emettere il “documento commerciale” all’atto della cessione dei titoli di trasporto.
In tal senso sono stati impostati i registratori di cassa, che, dunque, non prevedono un sistema di memorizzazione specifico per tali somme.