Tax Free Shopping: annotazione cumulativa per la variazione in diminuzione

Il mese scorso, con riferimento alle operazioni cd. “tax free shopping”, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, in caso di variazioni in aumento dell’imponibile o dell’IVA, è esclusa la possibilità di emettere note di variazione cumulative. Con la Risoluzione n. 65/E del 10 luglio 2019, l’Agenzia precisa che nell’ipotesi di variazioni in diminuzione dell’imponibile o dell’IVA, invece, è sufficiente l’annotazione nel registro degli acquisti, senza alcun obbligo di emissione di una nota di variazione da far transitare nel sistema OTELLO 2.0. In tal caso, l’annotazione può essere fatta anche in modo cumulativo.

La disciplina “tax free shopping” consente di effettuare la vendita di beni di importo superiore a 154,94 euro (comprensivo di IVA), in favore di turisti straneri (cittadini extracomunitari), per loro uso personale o familiare, riconoscendo lo sgravio dell’IVA, a condizione che i beni siano trasportati nei bagagli personali al di fuori dello territorio doganale dell’Unione Europea entro il terzo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.
La fattura di vendita può essere emessa, alternativamente, senza applicazione dell’IVA in rivalsa ovvero addebitando regolarmente l’imposta dovuta.
Nella prima ipotesi (fattura senza IVA), l’esemplare della fattura consegnato al cessionario deve essere restituito al cedente, recante anche l’indicazione degli estremi del passaporto o di altro documento equipollente da apporre prima di ottenere il visto doganale vistato dall’ufficio doganale di uscita dalla Comunità, entro il quarto mese successivo all’effettuazione della operazione.
Nella seconda ipotesi (fattura con addebito dell’IVA), il cessionario ha diritto al rimborso dell’imposta pagata per rivalsa direttamente dal cedente; a tal fine deve restituire a quest’ultimo l’esemplare della fattura vistato dall’ufficio doganale entro il quarto mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Il cedente recupera l’imposta rimborsata al cessionario mediante annotazione nel registro degli acquisti.
Riguado alla prima ipotesi, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito, con la risoluzione n. 58/E dell’11 giugno 2019, che in caso di mancata rispetto delle condizioni per beneficiare dello sgravio d’imposta, il cedente è tenuto ad emettere una nota di variazione in aumento, che deve transitare obbligatoriamente per il sistema OTELLO 2.0 e non può essere cumulativa.
Rispetto alla seconda ipotesi, invece, il riconoscimento del rimborso al cessionario determina la necessità di una variazione in diminuzione per il recupero dell’imposta rimborsata al cessionario. In tal caso, chiarisce l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 65/E del 10 luglio 2019, non dovendosi recuperare l’IVA in capo al consumatore finale, non vi è obbligo di alcuna nota da far transitare nel sistema OTELLO 2.0.. È sufficiente l’annotazione nel regstro degli acquisti, che può essere anche cumulativa. Tuttavia, in caso di controlli o contestazione, resta l’obbligo di fornire la prova degli elementi idonei a giustificare la variazione operata ed il collegamento con l’operazione originaria. Occorre, cioè, dimostrare l’identità tra l’oggetto della fattura e della registrazione originarie e l’oggetto della registrazione della variazione, in modo da palesare inequivocabilmente la corrispondenza tra i due atti contabili. Qualora tale corrispondenza non emerga dal contenuto di tali atti, il contribuente può ricorrere anche ad altri mezzi probatori, purché rispetti i principi generali in materia di prova.
L’Agenzia delle Entrate ha precisato che, nell’eventualità, la prova richiesta possa essere fornita anche mediante documenti riepilogativi rilasciati dagli intermediari tax free ai propri clienti (cedenti), laddove tali documenti consentano di collegare in maniera certa ed inequivoca l’originaria cessione all’uscita dei beni dal territorio dell’Unione ed alla conseguente variazione – anche cumulativa – annotata nel registro degli acquisti.