Regime forfetario: nessuna decadenza in caso di plusvalenze in corso d’opera


Le plusvalenze e le minusvalenze realizzate in corso di regime forfetario non hanno alcun rilievo fiscale anche se riferite a beni acquistati negli anni che hanno preceduto l’adozione del regime forfetario (Agenzia Entrate – risposta n. 391/2019).

Con specifico riferimento alle plusvalenze e minusvalenze relative ai beni strumentali acquistati anche prima dell’ingresso nel regime forfetario, l’Agenzia delle Entrate ha ribadito quanto già chiarito nel 2016, ossia che le plusvalenze e le minusvalenze realizzate effettuate in corso di regime non hanno alcun rilievo fiscale, anche se riferite a beni acquistati negli anni che hanno preceduto l’adozione del regime forfetario”.
Ne consegue che, sul piano sostanziale l’estromissione dei beni strumentali non assume alcuna rilevanza fiscale, in quanto la relativa plusvalenza è realizzata in vigenza di cd. regime forfetari.
Da un punto di vista pratico, i contribuenti che applicano il regime cd. Forfetario devono annotare l’estromissione nei registri tenuti fino al periodo d’imposta antecedente all’ingresso nel cd. regime forfetario che recano iscrizione dei beni immobili interessati, in quanto esonerati dalla tenuta del registro dei beni ammortizzabili nonché dal registro degli acquisti Iva. Non sarà necessario, altresì, rappresentare nel quadro RQ della dichiarazione dei redditi 2020 per il periodo d’imposta 2019.