L’insegna della ditta sui distributori automatici sconta l’imposta sulla pubblicità


La denominazione dell’impresa sui distributori automatici, dislocati sul territorio, non è riconducibile al concetto di “insegna”, esente dall’imposta sulla pubblicità, ma è configurabile come messaggio pubblicitario soggetto a imposizione (Corte di cassazione – ordinanza n. 15460/2019).

L’imposta sulla pubblicità è dovuta sui messaggi pubblicitari diffusi nell’esercizio dell’attività economica allo scopo di promuovere la domanda di beni o servizi ed effettuati attraverso forme di comunicazione visive o acustiche in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
L’imposta non è invece dovuta per le insegne di esercizio dell’attività commerciale e di produzione di beni o servizi che contraddistinguono la sede ove si svolge l’attività cui si riferiscono, di superficie complessiva fino a 5 metri quadrati.
Ai fini dell’esenzione, l’insegna deve essere installata nella sede dell’attività a cui si riferisce o nelle pertinenze accessorie alla stessa; da ciò deriva che l’insegna ubicata in luoghi diversi dalla sede è soggetta a imposta sulla pubblicità.


Detto questo, relativamente all’insegna della ditta sui distributori automatici, è stato chiarito che in tal caso l’esenzione dall’imposta sulla pubblicità non opera in quanto i distributori non possono essere intesi quale sede di svolgimento dell’attività, sia legale che operativa.
Tali distributori automatici, pur consentendo attraverso una procedura meccanica operazioni negoziali di scambio tra il prodotto fornito dall’apparecchio automatico e il corrispettivo pecuniario versato dall’utente, possono piuttosto essere ricondotti ai singoli beni, dislocati in diversi punti del territorio nazionale, facenti parte di quel complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa.