Lavori di pubblica utilità e contribuzione figurativa


Si forniscono istruzioni sulla rivalutazione dell’assegno per attività socialmente utili e sul riconoscimento della contribuzione figurativa per i lavoratori di pubblica utilità.


I lavori socialmente utili comprendono tutte le attività che hanno per oggetto la realizzazione di opere e la fornitura di servizi di utilità collettiva (quali, ad es., lavori socialmente utili mirati alla qualificazione di particolari progetti formativi volti alla crescita professionale in settori innovativi, lavori socialmente utili per la realizzazione di progetti aventi obiettivi di carattere straordinario), tra cui rientrano i lavori di pubblica utilità relativi alla cura e all’assistenza all’infanzia, all’adolescenza, agli anziani, riabilitazione e recupero di tossicodipendenti, di portatori di handicap e di persone detenute, nonché interventi mirati nei confronti di soggetti in condizioni di particolare disagio e emarginazione sociale.
I lavori di pubblica utilità sono quindi riconducibili alla medesima tipologia di attività e alla medesima finalità dei lavori socialmente utili.
Ciò premesso, la contribuzione figurativa deve essere riconosciuta anche per i lavori di pubblica utilità.
Tuttavia, in sede di prima applicazione, la contribuzione suddetta deve essere riconosciuta limitatamente ai mesi (massimo dodici) per i quali l’Inps ha corrisposto il relativo assegno.
Relativamente alla possibilità di riconoscere la contribuzione figurativa anche per i periodi di prolungamento delle attività oltre i dodici mesi, svolti con oneri a carico degli Enti utilizzatori, l’Inps fa riserva di ulteriori comunicazioni.
Le Strutture territoriali avranno cura di provvedere sia all’adeguamento dell’importo dell’assegno LPU sia al riconoscimento della contribuzione figurativa per i mesi (massimo dodici) di svolgimento delle attività in parola.