Lavoratori marittimi: certificazione sanitaria per le indennità di malattia


Con riferimento ai lavoratori marittimi, si forniscono alcune precisazioni in ordine ai requisiti della certificazione sanitaria per le indennità di malattia.


Anzitutto, occorre specificare che l’assistenza sanitaria al personale navigante è attribuita al Ministero della salute, con riferimento ai marittimi in costanza di rapporto di lavoro per i periodi di imbarco, oltre che per i periodi di sosta inoperosa a terra, successivi allo sbarco, laddove permanga un sotteso rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
AL contrario, nell’ambito di un contratto di lavoro a tempo determinato, legato al singolo imbarco, lo sbarco comporta la cessazione del rapporto di lavoro, per questa ragione, il lavoratore cessa di essere assistito dall’USMAF (Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera) – SASN (Servizi territoriali per l’assistenza sanitaria al personale navigante, marittimo e dell’Aviazione civile) e, sul piano dell’assistenza sanitaria, viene preso in carico dal SSN (o dalla corrispondente istituzione sanitaria estera). Alla luce di tale ripartizione, la competenza al rilascio della certificazione per il riconoscimento della tutela previdenziale di malattia è così regolata:
– la certificazione degli ambulatori USMAF-SASN ovvero dei medici fiduciari, in Italia e all’estero, viene rilasciata per gli eventi di malattia insorti durante l’imbarco e comportanti lo sbarco (indennità per inabilità temporanea assoluta per malattia fondamentale); all’estero, in caso di documentata assenza o eccessiva distanza dei medici fiduciari, è possibile rivolgersi alle istituzioni sanitarie localmente competenti;
– analoga certificazione degli ambulatori USMAF-SASN ovvero dei medici fiduciari viene rilasciata per l’indennità per inabilità temporanea assoluta da malattia complementare e per l’indennità per inabilità temporanea da malattia per i marittimi in continuità di rapporto di lavoro, in tutti i casi in cui permanga un sotteso rapporto di lavoro anche a seguito dell’avvenuto sbarco; all’estero, in caso di documentata assenza o eccessiva distanza dei medici fiduciari, è possibile rivolgersi alle istituzioni sanitarie localmente competenti;
– con riferimento al solo territorio italiano, qualora il navigante in malattia complementare risieda o si trovi temporaneamente in una località sprovvista sia di ambulatorio SASN che di medico fiduciario convenzionato con il Ministero della Salute, il lavoratore potrà rivolgersi alla ASL territorialmente competente;
– in tutte le restanti fattispecie, a seguito della presa in carico del SSN del lavoratore dismesso dall’assistenza USMAF-SASN, la competenza al rilascio della certificazione sanitaria è del SSN in Italia e, all’estero, delle istituzioni sanitarie localmente competenti.
In tali situazioni, il lavoratore deve trasmettere all’Inps la certificazione medica – se rilasciata in modalità cartacea – entro due giorni dalla data del rilascio per non incorrere nelle sanzioni normativamente previste, consistenti nella perdita del diritto all’indennità di malattia per tutti i giorni di immotivato ritardo. Il riconoscimento della tutela previdenziale di malattia a carico dell’Istituto previdenziale è subordinato alla valutazione medico-legale svolta dai medici dell’Istituto stesso tesa a riscontrare la sussistenza dei requisiti sanitari richiesti.
Per la specifica categoria dei lavoratori marittimi assistiti USMAF-SASN è previsto l’utilizzo dei seguenti modelli: “Mal.1” “Mal.2” e “Mal.3” per gli eventi di malattia rispettivamente insorti durante l’imbarco, dopo lo sbarco o nei casi di prolungamento o guarigione clinica della patologia certificata.