Cede l’azienda ma non il credito IVA: diritto al rimborso

Con la recente Ordinanza n. 18143 del 5 luglio 2019, la Corte di Cassazione ha affermato che in caso di cessione dell’unica azienda di un impresa individuale, con conferimento in una società, senza trasferire il credito IVA, deve ritenersi legittima la richiesta, da parte del cedente, di rimborso del credito IVA per intervenuta cessazione dell’attività di impresa

IL CASO
L’Agenzia dell’Entrate ha opposto diniego alla richiesta di rimborso del credito IVA per cessazione dell’attività d’impresa, presentata dal contribuente a seguito di cessione dell’unica azienda gestita in forma individuale, mediante conferimento in società di cui era socio di capitale, con espressa esclusione dalla cessione del credito IVA spettante.
Secondo l’Ufficio, il credito IVA dovesse ritenersi trasferito in funzione della conferimento dell’azienda. In particolare, secondo l’Ufficio, considerata la posizione di socio di capitale all’interno del soggetto che ha acquisito l’azienda, l’operazione non ha realizzato una fattispecie estintiva del soggetto imprenditoriale, bensì la prosecuzione dell’attività di impresa e una fattispecie meramente modificativa del soggetto imprenditoriale, con esclusione del diritto del cedente cessato (conferente l’azienda) a ottenere il rimborso del credito IVA.
I giudici tributari hanno accolto il ricorso del contribuente, dichiarando l’illegittimità del provvedimento di diniego di rimborso del credito IVA.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE
Su ricorso dell’Agenzia delle Entrate, i giudici della Corte di Cassazione hanno confermato l’illegittimità del diniego alla richiesta di rimborso del credito IVA.
La Corte Suprema ha affermato che la cessione non ha realizzato una successione della titolarità del credito IVA dal conferente al conferitario, in quanto, come motivato dai giudici tributari:
– pur essendo l’azienda una universalità di beni, funzionale allo svolgimento di una attività produttiva, può accadere in concreto che, in caso di alienazione della stessa, su accordo delle parti, possono essere esclusi dalla cessione dell’azienda determinati cespiti, purché il complesso di beni ceduti mantenga la sua attività produttiva;
– nel caso di specie il credito IVA non è stato oggetto di conferimento dell’azienda, la cui esclusione non pregiudica la funzionalità dell’azienda nel suo complesso.
Ne consegue, pertanto, che la titolarità del credito IVA è rimasta in capo al cedente, che ne ha chiesto il rimborso per avvenuta cessazione dell’attività di impresa.
D’altra parte, precisano i giudici della Suprema Corte, ove fosse esclusa la legittimazione del cedente a far valere il credito IVA con istanza di rimborso (per avvenuta cessazione dell’attività di impresa), non vi sarebbero altri legittimati a far valere il suddetto credito IVA anche in altre forme, posto che il conferitario, il quale non ha acquisito detto credito IVA tra gli attivi conferiti, sarebbe privo anch’egli di titolarità del credito.
In conclusione, deve ritenersi che in caso di cessione dell’unica azienda di un’impresa individuale, con conferimento in una società, ma senza trasferire il credito IVA, si verifica una fattispecie estintiva del soggetto imprenditoriale, per cui il cedente cessato (conferente l’azienda) conserva il diritto a ottenere il rimborso del credito IVA.