Accertamento giudiziale della posizione previdenziale: necessario il litisconsorzio tra Inps e datore


Il lavoratore ha facoltà di chiedere in giudizio l’accertamento dell’obbligo contributivo del datore di lavoro e la sua condanna al versamento dei contributi nei confronti dell’Ente previdenziale, purchè anche il medesimo Ente sia stato convenuto in giudizio e per i contributi non sia sopraggiunta la prescrizione (Corte di Cassazione, ordinanza 30 maggio 2019, n. 14853)


Una Corte d’appello territoriale, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di prime cure, aveva accolto la domanda di un lavoratore il quale chiedeva che venisse accertata la sussistenza del rapporto di lavoro intercorso per un dato periodo con una Società, con la conseguente condanna di quest’ultima al pagamento delle differenze retributive ed alla regolarizzazione della posizione contributiva.
Ricorre così in Cassazione la Società, contestando che Corte territoriale avesse erroneamente condannato la Società a regolarizzare la posizione contributiva del lavoratore senza aver disposto l’integrazione del contraddittorio nei confronti dell’Inps.
Per la Suprema Corte il motivo è fondato. Secondo costante orientamento, infatti, l’interesse del lavoratore al versamento dei contributi previdenziali di cui sia stato omesso il pagamento integra un diritto soggettivo alla posizione assicurativa, che non si identifica con il diritto spettante all’Istituto previdenziale di riscuotere il proprio credito, ma è tutelabile mediante la regolarizzazione della propria posizione. Ne consegue che il lavoratore ha la facoltà di chiedere in giudizio l’accertamento dell’obbligo contributivo del datore di lavoro e sentirlo condannare al versamento dei contributi, che sia ancora possibile giuridicamente versare, nei confronti dell’ente previdenziale. Tuttavia, è necessario che entrambi siano stati convenuti in giudizio, atteso il carattere eccezionale della condanna a favore di terzo, che postula una espressa previsione, restando altrimenti preclusa la possibilità della condanna del datore di lavoro al pagamento dei contributi previdenziali a favore dell’ente previdenziale che non sia stato chiamato in causa.